Partner bipolare e dito sul grilletto.Come sempre, grazie a Dio, è l’America
«Annuit Coeptis». «Novus Ordo Seclorum». Un nuovo ordine mondiale è stato approvato dalla divinità onniveggente. Sono due scritte intorno alla piramide che compare sul dorso dei biglietti americani da un dollaro. Il caso vuole che la figura di Barack Obama, il nuovo brand con cui l’America si presenta al mondo, sia stata avvicinata all’immagine coniata sul dorso del dollaro dal presidente Roosevelt. In effetti un nuovo ordine sembrerebbe arridere al neo presidente degli Stati Uniti. Un ordine messianico, da quarta egloga virgiliana, carico di speranza, di cieli nuovi e di terre nuove. Mai i riti per l’investitura del presidente americano furono così tonitruanti e densi di simbolismo come quelli che hanno accompagnato il primo nero in cima al mondo. Le celebrazioni di Washington sono state un film in 3D, da godersi con gli occhialini dell’ottimismo mediatico più sperticato. Folle oceaniche. Concerti rock. Hollywood con le lacrime agli occhi. Martin Luther King e un sontuoso scialle in velluto e raso di seta per la nonna africana di Barack. Una messa cantata con tutti i registri della retorica: speranza, sogno, pace, fede, promessa di un’America che ripulirà la faccia del pianeta dalle ingiustizie (e speriamo anche da una certa spazzatura concepita proprio tra le piramidi degli occhioveggenti della finanza creativa). Dopo di che inizia il tran tran. Con la potente democratica Hillary Clinton a segretario di Stato. E il potente repubblicano Robert Gates alla difesa. Dopo di che, ecco cosa dice Obama alle attese della sinistra europea di “multipolarismo” e di un’“America che non farà il gendarme del mondo”. «L’America non può risolvere le crisi senza il mondo, e il mondo non può risolverle senza l’America. Il nostro resterà il più forte corpo armato del pianeta». Partner bipolare perfetto e dito sul grilletto. Come sempre, grazie a Dio, è l’America.
Editoriale del settimanale Tempi
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