giovedì 20 marzo 2008

Buona Pasqua



Spengimi gli occhi, ed io Ti vedo ancora;
rendimi sordo, e sento la tua voce;
mozzami i piedi, e corro la tua strada;
senza favella, a Te sciorrei preghiere.

Dirompimi le braccia, ed io Ti stringo
col cuore mio, fatto, repente, mano.
Se fermi il cuore, batte il mio cervello;
ardi anche questo: ed il mio sangue, allora
Ti accoglierà, Signore, in ogni stilla.

(Rilke)

mercoledì 19 marzo 2008

Elezioni Politiche 13-14 aprile 2008. Il volantino di giudizio della CDO

Una politica a servizio della persona e del bene comune.
Il nostro Paese deve riprendere il suo cammino, pena una grave crisi che ne può compromettere il futuro economico, sociale e anche umano. È un compito che anzitutto riguarda tutti noi, prima che la politica. Infatti, come ha affermato Benedetto XVI, “anche le strutture migliori funzionano soltanto se in una comunità sono vive delle convinzioni che siano in grado di motivare gli uomini a una libera adesione all'ordinamento comunitario” (Spe Salvi). Ci interessa la politica vera, come disse Don Giussani alla Dc lombarda riunita ad Assago venti anni fa, “quella che difende una novità di vita nel presente, capace di modificare anche l’assetto del potere” e dunque di “favorire uno Stato che sia veramente laico, cioè al servizio della vita sociale secondo il concetto tomistico di bene comune”. Seguendo questa preoccupazione, vogliamo che chi sarà chiamato a legiferare e a governare il Paese si impegni ad affrontare le seguenti priorità con un’azione di riforma, se necessario, concordata tra gli schieramenti.

L’emergenza educativa resta la priorità assoluta del Paese.
Essa richiede nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale, distrutto da statalismo e burocrazia, una rivoluzione verso una effettiva autonomia scolastica, una reale parità tra scuole statali e scuole libere, tra istruzione e formazione, ovvero una parità non solo giuridica ma anche
economica che consenta la libertà di scelta da parte delle famiglie e la valorizzazione educativa delle esperienze popolari che incarnano e trasmettono una visione ideale in ogni aspetto della vita.
Non c’è scuola senza cultura. Anche l’università, la ricerca e l’alta formazione hanno bisogno di più cultura, oltre che di più fondi.

La difesa della dignità dell’uomo.
La politica non può pretendere, attraverso le leggi, di definire l’umano e la sua dignità, pena trasformare una democrazia in uno stato etico e totalitario. Al contrario è chiamata a rispettare ciò che l’uomo è nella sua natura personale e comunitaria, che viene evidentemente prima dello Stato.
Per questo, la tutela del diritto alla vita, anche dei più deboli, dal concepimento alla fine naturale, il mantenimento di una legislazione che impedisca la sperimentazione scientifica contro la dignità dell’uomo, la difesa, anche economica, della famiglia naturale fondata sul matrimonio come base
della convivenza civile, sono “principi non negoziabili” e non solo per i cattolici.
Riforme istituzionali condivise da ampie maggioranze.
Il rapporto “Sussidiarietà e riforme istituzionali” della Fondazione per la Sussidiarietà dimostra chiaramente che gli italiani non sono per l’antipolitica, ma vogliono riforme frutto di larghe intese tra le forze politiche; vogliono poter decidere i loro rappresentanti attraverso preferenze - o, in subordine, attraverso primarie - ed eleggere direttamente il premier; ambiscono a un federalismo reale e non ridotto; desiderano una rivoluzione nel campo del welfare che permetta loro di scegliere liberamente in chiave sussidiaria le realtà che erogano i servizi migliori. Una ulteriore dimostrazione di ciò sono i risultati ottenuti con le dichiarazioni del 5x1000, autentico strumento di libertà di scelta dei cittadini a favore dei soggetti e delle istituzioni solidaristiche e non profit. È dunque necessario e urgente un intervento per la stabilizzazione del 5x1000 nella legislazione fiscale.

Il problema della giustizia.
Uno Stato realmente democratico non può non avere a cuore l’esercizio di un potere giudiziario che garantisca la certezza del diritto e che parimenti eviti condanne preventive ed un uso politico e mediatico delle indagini della magistratura. I poteri dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario) non sono assoluti: appartengono al popolo e quindi alla società e vanno esercitati senza dimenticare che sono unicamente in funzione del suo bene.

No alla rendita, sì al lavoro.
Lo stato dei conti pubblici, l’abnorme livello della spesa pubblica, le sacche di clientele mostrano la persistenza di una politica statalista tesa all’autoconservazione e non al servizio di un reale sviluppo.
Gli ottimi risultati in termini di innovazione e di esportazioni di buona parte del mondo delle imprese italiane mostrano, piuttosto, come la strada dello sviluppo passi attraverso un supporto a questo vitale mondo produttivo, con scelte per il rilancio delle infrastrutture, per servizi efficienti pubblici e privati,
per le politiche attive del lavoro, per la creazione di un sistema finanziario in funzione dello sviluppo, per una riduzione dell’iniquo ed enorme gravame fiscale che opprime soprattutto le piccole imprese, per una politica per il lavoro che non riduca tutti a vivere appena con il minimo vitale, ma che favorisca
una reale mobilità sociale rendendo la persona che lavora protagonista, per una tassazione che sui modelli degli altri Paesi europei tenga conto del numero di componenti del nucleo familiare.
Su questi temi prioritari, chiediamo alle forze politiche ed ai singoli politici, con cui intendiamo continuare a dialogare, di non avere timore ad agire insieme per costruire il bene del Paese, secondo il metodo realizzato esemplarmente in questi anni dall’Intergruppo per la Sussidiarietà e in Regione Lombardia.

Di fronte alla scadenza elettorale perciò:
- sosterremo quelle realtà politiche che non negano in via di principio e nei fatti la dignità della persona e il primato della società, opponendosi con chiarezza ad ogni forma di statalismo soffocante
- sosterremo quelle formazioni politiche che danno spazio all’esperienza di chi in questi anni ha promosso - secondo il principio di sussidiarietà - luoghi di libertà per persone, famiglie, movimenti, associazioni e iniziative economiche e sociali.
- sosterremo, tenendo conto realisticamente del sistema elettorale e dei partiti esistenti, chi può garantire una effettiva governabilità al Paese, evitando dispersioni di voti che prolunghino l’attuale stato di confusione politica ed istituzionale.

Compagnia delle Opere

ilsussidiario.net: il quotidiano approfondito

Da oggi è possibile accedere al nuovo quotidiano online a cura della Fondazione per la Sussidiarietà.

La nuova testata si chiama ilsussidiario.net e si tratta di qualcosa di assolutamente nuovo nel panorama del web italiano.
ilsussidiario.net, attraverso link interni, coniuga FATTI e APPROFONDIMENTI dando in tempo reale al navigatore la possibilità di un'informazione completa, di una chiave interpretativa competente e critica e di accedere direttamente alle fonti delle notizie, ai documenti, a ciò che sta dietro la notizia.

Un'intera sezione, chiamata appunto APPROFONDIMENTI sarà infatti dedicata a esperti e professionisti di settore che, attraverso contributi più ampi e dettagliati di quelli presenti nella sezione FATTI e sfruttando l'ausilio di tutte le possibilità multimediali che offre il web, potranno pubblicare veri e propri studi collegati alle notizie di attualità per aiutare il navigatore, anche di alto profilo, a "leggere" con spirito critico e competente ciò che succede giorno per giorno.

Visitalo all’indirizzo www.ilsussidiario.net

martedì 18 marzo 2008

Elezioni 2008 - Ciò che abbiamo di più caro

1) Ogni volta che siamo chiamati alle urne siamo provocati, come cristiani, a rendere ragione della nostra fede. È questo, infatti, a essere ultimamente in gioco nel modo in cui diamo il nostro contributo alla costruzione della società.
Come ci ha insegnato don Giussani, ciò che ognuno ama viene a galla di fronte alle urgenze del vivere: «Se in primo piano è veramente la fede, se ci aspettiamo veramente tutto dal fatto di Cristo, oppure se dal fatto di Cristo ci aspettiamo quello che decidiamo di aspettarci, ultimamente rendendolo spunto e sostegno a nostri progetti o a nostri programmi», emerge di fronte alla prova, nel giudizio e nella decisione.
Perciò le elezioni rappresentano per noi un’occasione educativa unica, per verificare a che cosa teniamo veramente e per smascherare la possibile ambiguità che sta alla radice di ogni nostra azione.

2) Alla politica non chiediamo la salvezza, non è da essa che l’aspettiamo, per noi e per gli altri.
La tradizione della Chiesa ha sempre indicato due criteri ideali per giudicare ogni autorità civile così come ogni proposta politica:

a) la libertas Ecclesiae. Un potere che rispetta la libertà di un fenomeno così sui generis come la Chiesa è per ciò stesso tollerante verso ogni altra autentica aggregazione umana. Il riconoscimento del ruolo anche pubblico della fede e del contributo che essa può dare al cammino degli uomini è, dunque, garanzia di libertà per tutti, non solo per i cristiani.

b) il «bene comune». Un potere che si concepisce come servizio al popolo ha a cuore la difesa di quelle esperienze in cui il desiderio dell’uomo e la sua responsabilità – anche attraverso la costruzione di opere sociali ed economiche, secondo il principio di sussidiarietà – possono crescere in funzione del bene comune, ben sapendo che da nessun programma esso potrà venire realizzato in termini definitivi, a causa del limite intrinseco a ogni tentativo umano.

3) Per queste ragioni noi accordiamo la nostra preferenza a chi promuove una politica e un assetto dello Stato che favoriscano quella “libertà” e quel “bene”, e che possano perciò sostenere la speranza del futuro, difendendo la vita, la famiglia, la libertà di educare e di realizzare opere che incarnino il desiderio dell’uomo. Lo facciamo in un momento storico che esige di non disperdere il voto, per non aggiungere confusione a confusione.
In particolare, invitiamo a guardare ad alcuni amici che, a partire dal personale impegno con la comune esperienza cristiana, hanno già dimostrato in questi anni di perseguire una politica al servizio del bene comune, della sussidiarietà e della libertas Ecclesiae. Ci auguriamo che essi possano continuare a documentare la novità che ha investito la loro vita, come la nostra, affinché nella loro azione si possa rendere ancora più esplicito il frutto dell’educazione ricevuta: una passione per la libertà e per il bene vissuta come carità.

Comunione e Liberazione
Marzo 2008.