La sinistra ha scontentato tutti portando l'Italia ad una situazione ''estremamente difficile'', ma ''rimboccandosi le maniche'' l'Italia può farcela. Silvio Berlusconi vede così l'esperienza di governo di Romano Prodi.
I sondaggi dicono che il Popolo della Libertà ha il quasi il doppio dei consensi rispetto al Partito democratico, ha sostenuto il leader di Forza Italia, ''e questo si capisce perché tutti hanno chiaro a cosa ci ha portato il governo Prodi, che ha fallito. L'Ulivo ha fallito, l'Unione ha fallito, la sinistra ha fallito e dopo un risultato elettorale alla pari, nonostante la nostra offerta di collaborazione si sono presi tutte le istituzioni e nonostante questo hanno fallito e scontentato tutti, famiglie, giovani, anziani, operai, professionisti e Chiesa''.
''C'è un'eredità che è molto negativa - ha proseguito l'ex premier - con un’immagine dell'Italia distrutta dall'emergenza rifiuti''.
Oggi, ha sottolineato Berlusconi, ''c'è più paura, più povertà e più insicurezza''. Per questo, ha aggiunto, ''ho varato quello che è il primo messaggio di promozione'' di questa campagna elettorale e che sarà appeso ''sui muri delle città: la sinistra ha messo il Paese in ginocchio, Italia rialzati''.
''Penso - ha spiegato - che sia immagine abbastanza precisa dell'attuale situazione''.
Una situazione, ha proseguito, ''che è estremamente difficile anche considerando la congiuntura internazionale. Ma - ha sottolineato - credo che, rimboccandosi le maniche, l'Italia possa tornare a progredire''.
Certo, ha aggiunto Berlusconi, ''bisogna fare una serie di cose'', sottolineando di essere già impegnato a elaborare il programma. ''Per prima cosa - ha detto - bisogna ridurre la pressione fiscale. Voglio poi che il mio programma sia estremamente concreto e che preveda tolleranza zero con i rom, con i clandestini e con i criminali''. A questo proposito, ha aggiunto, ''introdurremo subito il poliziotto e il carabiniere di quartiere in tutte le città dai 15 mila abitanti in su''. ''Occorre poi - ha spiegato - far costare meno lo stato ai cittadini. Serve un programma di edilizia per i giovani e torneremo ad aprire i cantieri per le grandi opere per il ponte sullo Stretto e le grandi infrastrutture del Paese''
martedì 12 febbraio 2008
lunedì 11 febbraio 2008
Che futuro per l'Italia?
Quinto appuntamento del Ciclo di Incontri di Cultura Politica
Giovedì 14 febbraio 2008 alle ore 21.15
presso la Sala delle Cappuccine
Palazzo del Mago in piazza San Leonardo
Mantova
Convegno dal titolo: Che futuro per l'Italia?
Relatore: Alfredo Mantovano - Senatore della Repubblica
Modera: Marco Germiniasi - Consigliere Circoscrizione Centro del Comune di Mantova
L'incontro è organizzato dall'Associazione Matilde di Canossa in collaborazione con Alleanza Cattolica e Rete Italia
I centri sociali vogliono zittire il Vescovo di Mantova
Giovedì scorso si è tenuto un incontro tra mons. Busti, Vescovo di Mantova, ed i presidi delle scuole medie mantovane. Alcuni pochi appartenenti ai Centri Sociali hanno cercato di zittirlo. Di seguito riportiamo l'intervento che Mauro Vinci, Consigliere Comunale di Forza Italia a Mantova, ha tenuto in apertura del Consiglio Comunale del 8 febbraio.
C’è un compito culturale, educativo, che precede la politica. Che passa dalla consapevolezza di noi stessi, passa dalle scuole, dalle famiglie, dai movimenti culturali. Purtroppo, però, in questi giorni, anche a Mantova sull’onda lunga di quanto accaduto alla Sapienza, abbiamo potuto assistere ad un rigurgito di anticlericalismo come non si vedeva da decenni.
La politica ha il compito di dare una risposta ferma a quanto sta accadendo: noi non dobbiamo transigere di fronte a questo attacco deliberato alla Chiesa e ai cattolici, dobbiamo dare una risposta ferma e ribadire che la Chiesa ha il diritto-dovere di intervenire su questioni pubbliche per la difesa dei grandi valori che danno senso alla vita della persona e ne salvaguardano la dignità. Questi valori, prima di essere cristiani, sono umani, tali perciò da non lasciarla indifferente e silenziosa.
Ne è un esempio il discorso di Ratisbona, un discorso che è innanzitutto un inno alla ragione, al senso religioso dell’uomo, a una fede religiosa che sia in accordo con la ragione. E’, infine, una difesa pressoché inattaccabile del genere umano. Perché è tipico dell’uomo usare la ragione. E per attaccarlo occorre essere irragionevoli. Come irragionevole è stato l’attacco a mons. Busti in nome di una presunta laicità della conoscenza. Segno dell'intolleranza e di un certo fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico. Un fatto triste che ferisce e umilia tutta la nostra comunità. Un episodio frutto di una campagna diffusa di educazione all'odio e testimone dell’emergenza educativa che sottolineiamo da tempo.
Per queste ragioni esprimiamo la nostra totale solidarietà e vicinanza a mons. Busti, per l'ingiusto tentativo di censura che in maniera del tutto inaccettabile una sparuta minoranza ha cercato di mettere in atto.
Mauro Vinci
Consigliere Comunale Forza Italia
C’è un compito culturale, educativo, che precede la politica. Che passa dalla consapevolezza di noi stessi, passa dalle scuole, dalle famiglie, dai movimenti culturali. Purtroppo, però, in questi giorni, anche a Mantova sull’onda lunga di quanto accaduto alla Sapienza, abbiamo potuto assistere ad un rigurgito di anticlericalismo come non si vedeva da decenni.
La politica ha il compito di dare una risposta ferma a quanto sta accadendo: noi non dobbiamo transigere di fronte a questo attacco deliberato alla Chiesa e ai cattolici, dobbiamo dare una risposta ferma e ribadire che la Chiesa ha il diritto-dovere di intervenire su questioni pubbliche per la difesa dei grandi valori che danno senso alla vita della persona e ne salvaguardano la dignità. Questi valori, prima di essere cristiani, sono umani, tali perciò da non lasciarla indifferente e silenziosa.
Ne è un esempio il discorso di Ratisbona, un discorso che è innanzitutto un inno alla ragione, al senso religioso dell’uomo, a una fede religiosa che sia in accordo con la ragione. E’, infine, una difesa pressoché inattaccabile del genere umano. Perché è tipico dell’uomo usare la ragione. E per attaccarlo occorre essere irragionevoli. Come irragionevole è stato l’attacco a mons. Busti in nome di una presunta laicità della conoscenza. Segno dell'intolleranza e di un certo fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico. Un fatto triste che ferisce e umilia tutta la nostra comunità. Un episodio frutto di una campagna diffusa di educazione all'odio e testimone dell’emergenza educativa che sottolineiamo da tempo.
Per queste ragioni esprimiamo la nostra totale solidarietà e vicinanza a mons. Busti, per l'ingiusto tentativo di censura che in maniera del tutto inaccettabile una sparuta minoranza ha cercato di mettere in atto.
Mauro Vinci
Consigliere Comunale Forza Italia
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