venerdì 8 agosto 2008

Le banalità progressiste di «Le Monde»

L'editoriale di Le Monde del 5 agosto si intitola «Sicurezza all'italiana» ed è un compendio di banalità progressiste. Secondo il quotidiano francese l'Italia ha, come altri paesi europei, anche la Francia, un problema di sicurezza, ma non si tratta di emergenza.

Il governo Berlusconi sbaglia quando fa intervenire l'esercito come rassicurante presenza per le strade delle città italiane. Non è questa la soluzione. E non è dato capire quale sia per Le Monde. Quel che importa, al quotidiano progressista più in crisi d'Europa, è il presunto errore di Berlusconi e la «cattiva» cultura sociologica e politica del governo guidato dal Caimano.

Affiancata a questa marea di banalità, leggiamo anche la nuova verità del polo progressista: la sicurezza non è un tema della destra, si tratta di una questione che deve occupare anche le teste dei democratici italiani (sembra qui emergere un nesso, seppur non espresso, tra i veltroniani e i socialisti - tra gente in crisi ci s'intende, evidentemente). Infatti, anche il Pd ha capito l'importanza del tema della sicurezza e non lo demonizza più. Anzi, vorrebbe produrre soluzioni diverse da quelle governative (quali?) e certamente è contrario ai tagli alle forze dell'ordine (Franceschini l'ha ricordato alla Camera), vorrebbe un passo diverso sulla sicurezza. Desideri pii e generosi, nella migliore delle ipotesi.

All'atto pratico, Berlusconi ha ripulito Napoli e ora fa entrare l'esercito nell'immaginario collettivo, cosa avvenuta già da tempo in Francia, mentre Le Monde si occupa troppo di salotti e poco di strade, par di capire. La sinistra tace, è imbarazzata, non ha le categorie culturali per affrontare il nodo, non intende toccare la realtà dei Rom e sugli sbarchi si limita a pontificare su necessarie alleanze strategiche con i paesi di provenienza degli immigrati. Magari rubando a Sarkozy l'idea di un asse mediterraneo anti-immigrazione. Non basta.

Sia il quotidiano progressista francese sia il Pd sbagliano di grosso quando affermano che la sicurezza sia un capitolo della vita sociale e quotidiana dei cittadini, ma non la questione dirimente, il vulnus della vita civile. Sbagliano perché mettono tra parentesi la percezione del problema, quasi che la sociologia fosse fatta soltanto di numeri e statistiche. E così non è. Da Durkheim ai nostri giorni. La percezione sociale di un problema diventa, nel tempo, l'oggettività della realtà sociale stessa e finisce per pesare sulle scelte e sui comportamenti quotidiani dei cittadini. Le comunità umane sono sistemi delicati e complessi e vivono di immaginario collettivo e sensazioni diffuse, non soltanto di numeri provenienti dalle teste d'uovo dei centri studi.

Questa è la differenza tra la destra e la sinistra: la prima si occupa della realtà del popolo in ogni suo aspetto, senza sindacare la «verità» di questo o quell'atteggiamento, la seconda pretende che il popolo si adegui al suo modo di vedere le cose, alla sua residua ideologia, e tanto peggio per la realtà. La sinistra è minoritaria nel paese, ma, nonostante ciò, non riesce proprio a tirarsi fuori dalle pastoie del suo stato di minorità. Pastoie ancora ideologiche, perché - si sa - le ideologie non hanno storia. Il progressismo politico italiano ed europeo è la punta dell'iceberg della gigantesca crisi di linguaggi e culture politiche della sinistra europea. A niente varrà l'esempio di Obama, anch'egli panna montata per molti aspetti. Per cambiare le cose, occorre la presa sulla realtà da cambiare. Anche quando la realtà è percepita e non quantificata in punta di statistica.

Raffaelle Iannuzzi
Tratto dal sito www.ragionpolitica.it

giovedì 7 agosto 2008

Popolo della Libertà: il 10 settembre riunione del Comitato Costituente

Il percorso per la costruzione del Popolo delle libertà si arricchisce di due appuntamenti. In una riunione mattutina a palazzo Grazioli il presidente Berlusconi ha incontrato il ministro della Difesa e reggente di An Ignazio La Russa, il coordinatore di FI, Denis Verdini e il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi.
Nel corso dell’incontro, durato più di un’ora, si è deciso di convocare per il 10 settembre la riunione del Comitato costituente del Pdl mentre per il 18 agosto è convocata la commissione statuto che si occuperà di redigere le regole del nuovo partito. Nell’incontro è stata raggiunta anche un’intesa sulle quote da assegnare ad ogni partito. Ad Alleanza Nazionale spetterà il 30% dei partecipanti mentre a Forza Italia il 70% perchè, spiega Denis Verdini “Forza Italia si farà carico anche dei minori in modo da realizzare velocemente questo percorso”.
Al termine della riunione è stato redatto un documento in cui si dice che nell’incontro di oggi “fermo restando quanto stabilito in un documento di intesa tra il presidente Berlusconi e il presidente Gianfranco Fini nel febbraio 2008” si è proceduto a definire un ‘comitato costituente del PdL’ che, “oltre ai promotori e cioè Forza Italia e An vedrà la partecipazione di tutti i soggetti che hanno già dato vita a liste comuni alla Camera e al Senato”.
“In particolare - prosegue il documento - nell’organismo presieduto da Verdini e La Russa in cui An sarà rappresentata al 30% dei partecipanti saranno rappresentate, oltre ovviamente a Forza Italia, tutte le formazioni politiche che già fanno parte dei gruppi parlamentari comuni del Pdl. È stata fissata per il 10 settembre - prosegue ancora - la riunione del comitato costituente a Roma mentre per il 18 agosto la prima riunione della commissione statuto che dovrà redigere la bozza di regole comuni del PdL”.

martedì 5 agosto 2008

Le ragioni che hanno fermato la “sentenza di morte”

È di questi giorni la notizia che il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Milano ha proposto ricorso per cassazione contro il decreto della Prima Sezione Civile della Corte d’Appello di Milano che aveva autorizzato il padre di Eluana Englaro e il curatore speciale della stessa a disporre l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione con sondino naso-gastrico e quindi a porre fine all’esistenza di Eluana.

La Procura ha altresì chiesto alla Corte d’Appello di Milano di sospendere l’efficacia del decreto nelle more della decisione della Corte di Cassazione sul ricorso, onde evitare che il decreto stesso venga eseguito e che pertanto la pronuncia della Cassazione intervenga in una situazione ormai irrimediabilmente compromessa dalla morte di Eluana (il solo scrivere queste ultime tre parole mette i brividi).

Sempre in questi giorni i due rami del Parlamento hanno deciso di sollevare davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato con riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione che ha originato il sopra citato decreto della Corte d’Appello di Milano e agli atti a essa conseguenti.

Nel frattempo si sta sviluppando un ampio dibattito politico nell’ambito del quale un nutrito schieramento bipartisan chiede che venga approvata al più presto una normativa in materia di “testamento biologico”.

Naturalmente la notizia del ricorso per cassazione della Procura di Milano non può che rallegrare tutti coloro (tra i quali chi scrive) che sono convinti della grave erroneità del decreto della Corte d’Appello di Milano.

È bene tuttavia far chiarezza su quale sia effettivamente il thema decidendum sul quale dovrà pronunciarsi la Corte di Cassazione.

La decisione della Corte di Cassazione non riguarderà i principi di diritto affermati nella sentenza del 16 ottobre 2007 dalla stessa Corte, con la quale quest’ultima, in assenza di una normativa applicabile in materia e con una decisione senza precedenti, aveva letteralmente creato dal nulla i criteri in base ai quali la Corte d’Appello avrebbe potuto autorizzare la disattivazione del sondino naso-gastrico che tiene in vita Eluana. Secondo la Cassazione ciò sarebbe potuto avvenire ove fossero state accertate la sussistenza di una condizione di stato vegetativo irreversibile e la ricostruzione della volontà dell’interessata di richiedere tale disattivazione anche fondandosi su sue precedenti dichiarazioni, sulla sua personalità, sul suo stile di vita e sui suoi convincimenti.

Parimenti la Cassazione non si pronuncerà sulla ricostruzione del “consenso presunto” di Eluana all’interruzione dell’alimentazione attraverso il sondino naso-gastrico operata dalla Corte d’Appello di Milano in affermata applicazione dei criteri enunciati dalla Cassazione e sopra riportati.

Il ricorso per cassazione riguarda infatti l’applicazione, da parte della Corte d’Appello, del primo dei due criteri dettati dalla Cassazione, ossia l’accertamento della condizione di irreversibilità dello stato vegetativo di Eluana.

Nell’ambito del giudizio conclusosi con il decreto della Corte d’Appello oggi impugnato, la Procura aveva richiesto l’espletamento di una consulenza tecnica d’ufficio volta ad accertare l’effettiva situazione sanitaria di Eluana, ma tale mezzo istruttorio non era stato disposto.

La richiesta della Procura si fondava anche sulla considerazione che lo stato sanitario di una persona è soggetto naturalmente a modificazioni; viceversa l’unica documentazione esaminata dalla Corte d’Appello circa lo stato di Eluana è rappresentata da una relazione prodotta dalla difesa del padre della stessa, risalente all’anno 2002.

Nel ricorso per Cassazione la Procura milanese sottolinea altresì che non vi certezza sul fatto che Eluana sia del tutto priva di consapevolezza, tanto che nel decreto della Corte d’Appello si è ragionato nel senso di somministrare sedativi nel momento in cui fossero state tolte l’alimentazione e l’idratazione, al fine di eliminare la possibilità di sofferenza.

Ancora, la Procura evidenzia, citando ad esempio l’illustre sanitario britannico Owen, che gli studi più aggiornati dimostrano come in alcuni pazienti in stato vegetativo permanente sia possibile ottenere risposte che danno conto di una residua possibilità di percepire impulsi dall’ambiente; vi sono inoltre casi, quantunque assai rari, di pazienti in stato vegetativo permanente che recuperano parzialmente il contatto con il mondo esterno anche a distanza di moltissimo tempo.

C’è solo da augurarsi che la Corte di Cassazione tenga nella dovuta considerazione queste argomentazioni che appaiono assai convincenti.

Concludo con una notazione del tutto personale.

Sul caso Englaro ho letto e sentito (e in molti casi apprezzato) tantissimi giudizi e commenti, così come anch’io ho cercato di formularne.

Non riesco a staccarmi però dalla primissima ed elementare reazione che ho avuto di fronte alle ultime decisioni giudiziarie sul tema e che credo abbia a che fare con il diritto molto più di quanto possa sembrare a una prima impressione: non si può dare la morte con una sentenza.

Riccardo Marletta
Tratto dal sito www.ilsussidiario.net

Le tv di Veltroni e D'Alema: la guerra si sposta nello spazio.

Militari in dieci città, da ieri. Oggi il Senato vota la fiducia sulla manovra economica che non convince tutti ma che deve fare i conti con la crisi, con le poche risorse, con la rinuncia ad imporre nuove tasse. Il prezzo del petrolio è sceso a 120 dollari e qualcuno già comincia a intravedere una ripresa tra qualche mese.

Calderoli è andato avanti con la sua bozza di riforma di legge elettorale per le europee. La soglia di sbarramento al 4% e l’ipotesi di una preferenza hanno soddisfatto le esigenze di Idv e Udc. Ma Berlusconi vorrebbe forzare un po’ la mano: sbarramento al 5% e nessuna preferenza. Per essere sicuro di mettere fuori gioco l’estrema sinistra e mettere in ansia Idv e Udc. Veltroni è sotto la pressione dei piccoli partiti di sinistra e insiste su un improbabile soglia al 3%. Che, se passasse, lo metterebbe nei guai.

Intanto annuncia il varo di una tv del Pd: non solo una tv su web e su satellite ma una piattaforma che comprende un quotidiano on line e una radio. Si tratta di youdem. tv, il portale del Pd presentato ieri da Gentiloni il quale ha precisato che la tv sarà visibile anche su telefonino e avrà un palinsesto di quattro ore. Partire dal 14 ottobre. A settembre nascerà RedTv, collegata alla fondazione Italianieuropei guidata da Massimo D’Alema. È la guerra stellare tra D’Alema e Veltroni, che sembrano allontanarsi sempre più da questa Terra.

Alessandro Corneli
Tratto dal sito www.grrg.it (Global research & reports Group)

lunedì 4 agosto 2008

Palestinesi arrestano e massacrano palestinesi, al solito, ma le anime belle ancora si stupiscono

Hamas minaccia ora “una nuova Intifada interpalestinese” e continua gli arresti di militanti di al Fatah a Gaza mentre i suoi militanti sono arrestati da al Fatah in Cisgiordania. Tanto che Human Rights Watch, sospende le consuete denunce contro l’esercito israeliano e apre uno spiraglio di verità sui metodi barbari che i palestinesi infliggono a palestinesi. Hamas è accusata di avere effettuato a Gaza “arresti arbitrari di avversari politici, torture di detenuti, di avere soffocato la libertà di espressione e di raduno e avere violato diritti processuali di attivisti di al Fatah”. Identici crimini vengono denunciati in Cisgiordania ad opera del governo di al Fatah a danno dei militanti di Hamas. Non è una novità, è dal 1936 che stragi e omicidi mirati di palestinesi ad opera di palestinesi, si susseguono (1.600 nel triennio 1936-1939). La novità è che finalmente anche le anime belle si rendono conto che la società palestinese si concede un tasso intollerabile di violenza e abusi. Purtroppo questi umanitari non fanno il passo successivo e non comprendono che non è una reazione all’occupazione israeliana, ma espressione dello jihadismo, della cultura del “proselitismo attraverso la spada”, di tanta parte dell’Islam.

Carlo Panella
Tratto dal quotidiano Il Foglio del 01.08.08

Eluana Englaro. Il discorso di Lupi alla Camera sul conflitto di attribuzione

Signor Presidente, in maniera sintetica spero di poter spiegare all'Aula l'oggetto della questione e le riflessioni che di conseguenza ne sono emerse. Mi preme, signor Presidente e colleghi deputati, sottolineare preliminarmente una questione fondamentale. Ciò che oggi siamo chiamati a deliberare e che attiene alla Camera dei deputati non attiene, lo ridico con molta chiarezza, al merito della vicenda sottostante alla sentenza, ma riguarda il profilo istituzionale del rispetto delle sfere di potere costituzionalmente attribuite ai diversi poteri dello Stato.

Non di meno, non può non essere sottolineata, e lo dico in premessa, la complessità della questione. Lo stesso collega onorevole Giachetti, in un intervento sull'ordine dei lavori su altra questione, ha detto che è la prima volta che la Camera dei deputati si trova ad elevare un conflitto di attribuzione di questo genere, considerata la novità del conflitto che si propone di elevare, vista l'assenza, nella giurisprudenza costituzionale, di casi analoghi di conflitti sollevati dal Parlamento per tutelare le proprie prerogative legislative, a fronte di un intervento dell'autorità giudiziaria in materia non disciplinata dalla legge.

Quindi, il conflitto che si propone di elevare contesterebbe radicalmente la natura giurisdizionale del potere esercitato. Sarebbe stato sostanzialmente esercitato un potere legislativo da parte della Corte di cassazione, e successivamente da parte della corte di appello in riferimento alla sentenza della Corte di cassazione, individuando, in totale assenza di parametri normativi di riferimento, il regime applicabile in tema di autorizzazione alla sospensione di trattamenti sanitari in carenza di capacità dell'interessato a prestare consenso, limitatamente ad una categoria di persone incapaci, ovvero quelle in stato vegetativo profondo.

Tale regime sarebbe contenuto in un atto formalmente giudiziario, ma sostanzialmente normativo. Cerco di sintetizzare le motivazioni che hanno spinto a maggioranza l'Ufficio di Presidenza a sottoporre all'Assemblea l'elevazione di tale conflitto. L'attribuzione alle Camere delle funzioni legislative ai sensi dell'articolo 70 della Costituzione esclude funzioni suppletive da parte di altri poteri dello Stato, se non nei casi e nei modi stabiliti dalla Costituzione (articoli 76 e 77), che non contempla la supplenza giudiziaria in materia coperta da riserva di legge.

In secondo luogo, la titolarità del potere legislativo e, quindi, la possibilità di esercitarlo non esclude affatto il diritto dell'organo che ne è titolare, in questo caso il Parlamento, di difendere un'attribuzione costituzionalmente riconosciuta dinanzi alla menomazione di essa che può derivare da un cattivo esercizio di un potere altrui.
In terzo luogo, la sentenza della Corte di cassazione n. 21748 del 2007 avrebbe realizzato un intervento del potere giudiziario su sfera riservata al Parlamento, sulla quale quest'ultimo aveva iniziato a svolgere attività legislativa nelle ultime legislature, e che è oggetto oggi, in questa legislatura, di alcune proposte di legge presentate, appunto, nell'attuale legislatura. La Corte di cassazione, quindi, con la sua sentenza è intervenuta su una materia su cui i competenti organi delle Camere sono da tempo impegnati in maniera approfondita al fine di pervenire ad un punto di equilibrio tra i diversi principi costituzionalmente coinvolti.

La sentenza della Corte di cassazione in oggetto, inoltre, elabora un principio di diritto, compiendo un'opera non di ricostruzione dei principi di un quadro normativo esistente, sia pur lacunoso, ma di vera e propria creazione di diritto, data l'attuale carenza di una specifica disciplina legislativa, riconosciuta nella suddetta sentenza, sostituendosi, quindi, al legislatore.

Il fatto che la decisione della Corte di cassazione sia espressione di un'invasione o comunque di una menomazione di una competenza del Parlamento appare, tra l'altro, confermato dalla pronuncia che altra autorità giudiziaria ha adottato recentemente in riferimento a un caso in parte analogo. Le argomentazioni svolte dal tribunale di Roma il 15 dicembre 2006 in riferimento al cosiddetto caso Welby appaiono a tal fine illuminanti. Il tribunale, infatti, in quell'occasione, ha ritenuto inammissibile il ricorso diretto ad ottenere la sospensione del presidio sanitario, attenendo la materia ai concetti che sono allo stato «indeterminati e appartengono ad un campo non ancora regolato dal diritto e non suscettibile di essere riempito dall'intervento del giudice, nemmeno utilizzando i criteri interpretativi che consentono il ricorso all'analogia o ai principi generali dell'ordinamento». Il tribunale ha altresì affermato che solo la determinazione politica e legislativa può colmare il vuoto di disciplina - qualunque sia questa determinazione, in una direzione piuttosto che in un'altra - anche sulla base di solidi e condivisi presupposti scientifici che consentano di prevenire abusi e discriminazioni, allo stesso modo in cui intervenne il legislatore per definire la morte cerebrale.

In conclusione, la Corte di cassazione, ai sensi dell'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario, quale organo supremo della giustizia assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge e l'unità del diritto oggettivo nazionale. L'articolo 12 delle preleggi definisce l'ambito dell'attività interpretativa del giudice, prevedendo che, se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe. Se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato. Non può disconoscersi, al riguardo, come nel caso in esame la Corte di cassazione sembra andata al di là della funzione nomofilattica ad essa affidata. Nella materia oggetto della sentenza, infatti, non vi è alcuna base legislativa, né sembrano esservi principi generali applicabili in maniera diretta ed inequivocabile.

Osservo, infine, che l'elevazione del conflitto di attribuzioni - credo che questo possa essere interesse di tutti - consentirebbe alla Corte costituzionale di stabilire se spetti o meno alla giurisdizione di risolvere casi non regolati dalla legge in materia costituzionalmente riservata alla disciplina legislativa, nonché di individuare il limite oltre il quale il potere interpretativo del giudice finisca per ledere l'esercizio della funzione legislativa attribuita alle Camere.

Credo che lei abbia già sintetizzato la proposta formulata dall'Ufficio di Presidenza. Queste sono le ragioni per le quali chiediamo all'Aula di elevare questo conflitto di attribuzione (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).