venerdì 23 gennaio 2009

Riforma della Giustizia: il nostro modello

La giustizia è uno dei punti-chiave su cui la maggioranza è andata "in blocco", perché alla determinazione di Berlusconi nel varare al più presto una riforma assolutamente indispensabile - come ha confermato un autorevole personaggio quale l'ex presidente della Consulta Annibale Marini - si sono contrapposte le resistenze degli alleati e la controproposta avanzata in solitario dal presidente della Camera. Ma la bozza-Alfano è pronta e ha l'obiettivo di garantire finalmente una vera parità tra accusa e difesa, come richiede il processo accusatorio. Il disegno di legge posto ieri sera al vaglio della coalizione è composto da una ventina di articoli e sarà probabilmente portato venerdì in consiglio dei ministri.

Ecco i punti principali:

• La riforma prevede l'assolutà parità tra accusa e difesa, cioè la separazione delle carriere di giudice e pubblico ministero. Per centrare l'obiettivo di rendere pari il pm che accusa con il cittadino che si difende attraverso l'avvocato occorre che il giudice sia terzo, sia davvero equidistante tra le parti. In questi anni la parità non c'è stata, giudice e pubblico ministero fanno infatti parte dello stesso ordine e c'è quindi un oggettivo sbilanciamento. Dunque, pm e giudici devono essere articolati in due carriere completamente diverse. Anche i concorsi dovrebbero essere diversi. È la Costituzione che prevede la parità tra accusa e difesa.

• L'intercettazione è uno strumento indispensabile per le indagini, ma la Costituzione lo definisce come un mezzo eccezionale. Dunque la riforma è necessaria e urgente. La via maestra per limitare le intercettazioni è quella di consentirle solo per completare mezzi di prova già acquisiti. Esempio: il pm che chiede l'autorizzazione deve indicare altre fonti di prova già acquisite sulla commissione del reato.

• Polizia giudiziaria e pm: entrambi svolgono le indagini preliminari nell'ambito delle rispettive attribuzioni, con la specifica che la pg prende di propria iniziativa e riceve notizia dei reati, mentre il pm riceve solo notizia dei reati. In altre parole, il pm potrà solo ricevere la "notizia crimini" (non solo dalla pg ma anche attraverso le denunce dei privati) senza più poter aprire fascicoli sullo spunto di articoli di giornale o di una confidenza privata. Inoltre, la pg continua a svolgere "di propria iniziativa" le attività d'indagine senza dover dipendere in tutto dai magistrati.

• Il governo intende intervenire anche sul Consiglio superiore della Magistratura. Un intervento conseguente alla separazione delle attività del pm da quelle del giudice. Cambierà il numero dei componenti dell'organo di autogoverno della magistratura e ci saranno interventi sul funzionamento della sezione disciplinare del Consiglio stesso.

• Saranno ampliate le indagini difensive, con l'accompagnamento coattivo davanti all'avvocato "Perry Mason" della persona in grado di riferire circostanze utili all'attività investigativa ma che non si è presentato senza addurre un legittimo impedimento.

• Sarà esteso il diritto alla prova prevedendo il diritto dell'imputato all'esame e al controesame di testimoni, periti, consulenti tecnici e imputati in procedimenti connessi nelle stesse condizioni.

• Sono previste modifiche al codice di procedura penale per scandire con più certezza i termini delle indagini.

• Ci saranno criteri più certi per determinare il giudice territorialmente competente se non è individuabile il luogo in cui è stato commesso il reato.

Tratto dal sito www.mauriziolupi.it

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