giovedì 19 marzo 2009

Benarrivato Di Pietro

Antonio Di Pietro è un duro, lo sanno tutti. Uno che quando dice una cosa, quella è. E se dice – come sempre ha fatto – che l'IdV non candiderà indagati nelle proprie liste, c'è da credergli.

Poi ieri leggiamo dell'annuncio della candidatura dell'indagato De Magistris nelle liste dell'IdV. Sobbalziamo. Per fortuna che lo stesso Presidente dell'Italia dei Valori si affretta a spiegare ai microfoni dell'Agr l'apparente contraddizione rispetto a quella che fino a ieri sembrava una regola aurea. "Rispettiamo gli atti dovuti della procura di Roma – ha detto l'ex PM - e affrontiamo col sorriso quel che abbiamo messo in preventivo". "Anche gli atti dovuti - ha spiegato Di Pietro - nascono quando comincia la campagna elettorale e sono sparati per attutire la notizia di una candidatura di qualità. Il tentativo e' vecchio come il cucco, e anche questo ci fa solo sorridere".

Questa sì che è una notizia: Di Pietro ritiene che l'iscrizione di De Magistris nel registro degli indagati vada messa in relazione con la candidatura dello stesso nelle liste dell'IdV? Abbiamo letto bene?

Varrebbe forse a dire che taluni atti della magistratura inquirente sarebbero influenzati, quando non addirittura indirizzati, dalle vicende politiche del Paese? Benvenuto, Onorevole Di Pietro.

E' quello che diciamo da almeno una quindicina d'anni, regolarmente registrando da parte sua una difesa ad oltranza ed a spada tratta dell'operato della magistratura, sempre, a suo dire, al di sopra di ogni sospetto. Se finalmente s'è convinto del contrario, non possiamo che darle il benvenuto ed augurarci che questa inedita chiave di lettura indirizzi anche lei nel leggere i fatti che hanno caratterizzato gli ultimi diciassette anni di vita politico-democratica del Paese.

Alessio di Carlo
Tratto dal sito www.giustiziagiusta.info

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