mercoledì 18 marzo 2009

Fine vita, domani in aula Berlusconi s'impegna: «Mai eutanasia di Stato»

«Non saremo mai d’accordo con chi vuole l’eutanasia di Stato». Lo ha assicurato il premier Sil­vio Berlusconi, intervenendo domenica te­lefonicamente al convegno di Rete Italia a Ri­va del Garda. Dunque a pochi giorni dall’av­vio (domani) nell’aula del Senato del dibatti­to sul fine vita il presidente del Consiglio ri­badisce una posizione netta, pur ricordando che la libertà di coscienza fa parte del baga­glio culturale del Pdl. Il 'no' all’eutanasia de­ve essere comunque «un punto assolutamente chiaro». Ricordando la vi­cenda di Eluana Englaro, il premier ha affermato: «È fuori di dubbio, che siamo per la vita, siamo contro l’eutanasia. Siamo convinti che il vuoto nor­mativo in materia di fine vita non possa essere la­sciato all’interpretazione, spesso contraddittoria, dei tribunali e della ma­gistratura, ma che questo vuoto debba essere col­mato con un provvedi­mento che introduca nor­me di civiltà, nel rispetto di tutti».

«Un no chiaro all’eutanasia», ha commenta­to il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni nell’intervento a conclusione del­la convention di Rete Italia, ricordando anche le affermazioni fatte dal premier in materia di famiglia, di quoziente familiare, di persona, di sostegno all’educazione libera. «Berlusco­ni ha detto – ha spiegato Formigoni – che la natura del Pdl vuole essere la natura di un par­tito che fa riferimento forte, convinto, ad al­cuni valori, non astratti, perché vuole che la sua politica parli di questi valori. È un partito che vuole, con gli atti politici che fa, dimo­strare il proprio essere incarnato dentro que- sto universo di bisogni, di aspirazioni e di spe­ranze degli uomini e delle donne del nostro tempo».

Anche per il capogruppo del Pdl a Palazzo Ma­dama, Maurizio Gasparri, le parole di Berlu­sconi sono state «chiare e impegnative». Ga­sparri, nel suo intervento al convegno di Re­te Italia, ha ricordato «la drammatica giorna­ta del 9 febbraio» nella quale Eluana Englaro morì. Quando nella seduta del Senato ne ar­rivò la notizia, il capogruppo del Pdl fece del­le affermazioni che gli provocarono le critiche dello stesso leader storico del suo partito, Gianfranco Fini. Gasparri parlò di «un caso di eutanasia», sul quale «pe­seranno per sempre le fir­me messe e le firme non messe», respingendo an­che l’invito a rispettare il silenzio del Quirinale. «Ripensandoci alcune settimane dopo – ha det­to il capogruppo pdl do­menica a Riva del Garda – dico le stesse cose, perché anche se si guida un grup­po parlamentare, si fa il militante di un’idea e di valori. E noi quella notte abbiamo difeso i valori della vita contro l’ipocrisia di alcune istitu­zioni, e li difenderemo in Parlamento nei pros­simi giorni. È un atto di militanza che conti­nueremo». Intanto il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, garantisce che al confronto in Sena­to il Pdl si presenterà compatto: «Non c’è in­certezza di posizioni ed in aula ci sarà com­pattezza rispetto ai punti fondamentali. Quan­do si parla di libertà di coscienza si dice qual­cosa di ovvio e che, trattandosi di temi etici, va riconosciuta; non si tratta però di 'anar­chia etica', e questo perché il Pdl ha una po­sizione in merito definita e non 'prevalente' come per il Pd».

Pier Luigi Fornari
Tratto dal quotidiano Avvenire del 17.03.2009

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