«Non saremo mai d’accordo con chi vuole l’eutanasia di Stato». Lo ha assicurato il premier Silvio Berlusconi, intervenendo domenica telefonicamente al convegno di Rete Italia a Riva del Garda. Dunque a pochi giorni dall’avvio (domani) nell’aula del Senato del dibattito sul fine vita il presidente del Consiglio ribadisce una posizione netta, pur ricordando che la libertà di coscienza fa parte del bagaglio culturale del Pdl. Il 'no' all’eutanasia deve essere comunque «un punto assolutamente chiaro». Ricordando la vicenda di Eluana Englaro, il premier ha affermato: «È fuori di dubbio, che siamo per la vita, siamo contro l’eutanasia. Siamo convinti che il vuoto normativo in materia di fine vita non possa essere lasciato all’interpretazione, spesso contraddittoria, dei tribunali e della magistratura, ma che questo vuoto debba essere colmato con un provvedimento che introduca norme di civiltà, nel rispetto di tutti».
«Un no chiaro all’eutanasia», ha commentato il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni nell’intervento a conclusione della convention di Rete Italia, ricordando anche le affermazioni fatte dal premier in materia di famiglia, di quoziente familiare, di persona, di sostegno all’educazione libera. «Berlusconi ha detto – ha spiegato Formigoni – che la natura del Pdl vuole essere la natura di un partito che fa riferimento forte, convinto, ad alcuni valori, non astratti, perché vuole che la sua politica parli di questi valori. È un partito che vuole, con gli atti politici che fa, dimostrare il proprio essere incarnato dentro que- sto universo di bisogni, di aspirazioni e di speranze degli uomini e delle donne del nostro tempo».
Anche per il capogruppo del Pdl a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, le parole di Berlusconi sono state «chiare e impegnative». Gasparri, nel suo intervento al convegno di Rete Italia, ha ricordato «la drammatica giornata del 9 febbraio» nella quale Eluana Englaro morì. Quando nella seduta del Senato ne arrivò la notizia, il capogruppo del Pdl fece delle affermazioni che gli provocarono le critiche dello stesso leader storico del suo partito, Gianfranco Fini. Gasparri parlò di «un caso di eutanasia», sul quale «peseranno per sempre le firme messe e le firme non messe», respingendo anche l’invito a rispettare il silenzio del Quirinale. «Ripensandoci alcune settimane dopo – ha detto il capogruppo pdl domenica a Riva del Garda – dico le stesse cose, perché anche se si guida un gruppo parlamentare, si fa il militante di un’idea e di valori. E noi quella notte abbiamo difeso i valori della vita contro l’ipocrisia di alcune istituzioni, e li difenderemo in Parlamento nei prossimi giorni. È un atto di militanza che continueremo». Intanto il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, garantisce che al confronto in Senato il Pdl si presenterà compatto: «Non c’è incertezza di posizioni ed in aula ci sarà compattezza rispetto ai punti fondamentali. Quando si parla di libertà di coscienza si dice qualcosa di ovvio e che, trattandosi di temi etici, va riconosciuta; non si tratta però di 'anarchia etica', e questo perché il Pdl ha una posizione in merito definita e non 'prevalente' come per il Pd».
Pier Luigi Fornari
Tratto dal quotidiano Avvenire del 17.03.2009
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