Sono state usate parole forti, parole d’allarme e di preoccupazione durante il dibattito avvenuto mercoledì scorso a Strasburgo alla presenza del Presidente della Commissione europea Barroso e di Jan Rostowski, ministro delle Finanze polacco, che detiene la presidenza di turno dell’Unione.
Quest’ultimo ha addirittura parlato di rischio di “una guerra nel giro di pochi anni”, come conseguenza del fallimento dell’Unione europea. “L’Europa è in pericolo - ha dichiarato a Strasburgo - se la zona euro si spacca l’Unione europea non riuscirà a sopravvivere, con tutte le conseguenze che si possono immaginare”. Anche Barroso ha voluto sottolineare la criticità del momento: “Siamo di fronte alla sfida più grave di questa generazione, si tratta di una lotta per il futuro politico dell’Europa, per l’integrazione europea in quanto tale”.
Per quanto possiamo amare od odiare l’Unione europea, per quanto possiamo continuamente evidenziarne le storture e i difetti, dobbiamo fare i conti con una realtà che ci impone di stare insieme se vogliamo uscire dalla crisi. Proprio come 60 anni fa ci siamo messi insieme per uscire dalle ceneri della Seconda guerra mondiale, anche oggi siamo chiamati all’unità come unico metodo possibile. (continua)

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