Ascoltando le notizie, che si sono rincorse nei mesi passati nella quasi totalità dell’etere televisivo, sul problema dello "Star Wars", ossia l’ombrello nucleare pianificato dai perfidi USA a minaccia dell’Europa operaia, vien da sorridere. A suo tempo, ce la dipinsero come una spada di Damocle suscettibile di concretizzare un’indistinta distruzione di massa...
Sorridere.
Perché cosa dovremmo fare dinanzi al ciarpame mediatico, riguardante il terrorismo di matrice islamista? Le notizie elargite da gran parte delle reti televisive sono riuscite a superare ogni record di partigianeria. Oltre ogni pura propaganda. Con interviste, immagini e foto costantemente a senso unico.
E allora via alla messa in onda di discorsi e proclami di gruppi come Hamas e Hezbollah.
Come se, al tempo di Ronald Reagan, la televisione avesse assunto integralmente, i testi scritti dal KGB. Certo che oggi, complici i primi archivi aperti agli studiosi, si può documentare quanto il KGB potesse contare sugli “utili idioti”.
Oggi, le quinte colonne non sono soltanto persone che agiscono per motivi ideologici. Il che darebbe comunque una parvenza di onore a questi soggetti. No.
I fiancheggiatori sono anche persone paralizzate dalla paura, dinanzi ai metodi spicci e vagamente ndranghetari adottati dalle reti islamiste. Sono persone uccise dalla paura di morire.
Non è mistero che moltissimi giornalisti, seppure non corrispondenti in medio Oriente, abbiano una certa paura nel disporre articoli sul tema islamista, dato che sono largamente alla portata delle organizzazioni terroriste, ben radicate in Europa. Gli stessi ceffi che, regolarmente, capeggiano le manifestazioni anti-occidentali ed anti-israeliane. Quelle manifestazioni che, guarda un po’, terminano con un’apoteosi di slogan nazislamisti tanto cari ai santi protettori di Hamas ed Hezbollah.
Non è forse il numero due di Hezbollah, Naim Kassem, che lo scorso Mercoledì 21 gennaio 2009 ha detto in conferenza stampa: "Stiamo discutendo una strategia di difesa nazionale, che detta delle specifiche sul ruolo della resistenza, non certo sull'abbandono delle armi ". Per chi non avesse familiarità con la semantica propria del Libano, la parola "resistenza" si riferisce ai mercenari e alla legione straniera iraniana, conosciuta come Hezbollah.
Lo stesso giorno della conferenza stampa indetta dal sant’uomo di cui sopra, Irwin Cotler, ex ministro della Giustizia canadese, professore di diritto presso l'Università Mac Gill di Montreal, ha pubblicato un articolo sul quotidiano del Quebéc “Le Lien”, dove ha argomentato un interessante tema sui diritti violati.
Un lavoro dal titolo "Gaza: sì, ci sono stati crimini di guerra", che certamente si è rivelato menù indigesto a molti verdi, “pacifinti”, ateo-islamisti, giornalisti pavidi ecc.
Il professore in questione, non certo l’ultimo arrivato, ha individuato cinque crimini di guerra, o crimini contro l'umanità, perpetrati non da parte di Israele, ma opera dello strombazzatissimo Hamas.
L'articolo si apre con un sottotitolo esplicativo: "L'ideologia di Hamas e le sue tattiche militari. Studio di casi per eccellenza sulla violazione del diritto internazionale".
Vediamolo.
Si possono osservare, dice Irwin Cotler, almeno sei violazioni dei diritti umani.
1 – Prendere deliberatamente di mira i civili, con atti suicidi, è un crimine di guerra.
2 - Spedire missili e granate utilizzando aree civili (abitazioni, scuole, ospedali...), è un crimine di guerra.
3 - Utilizzare simboli umanitari per ingannare il nemico (usando le ambulanze per il trasporto di armi o miliziani, travestirsi da medico in un ospedale, o utilizzare il logo delle Nazioni Unite o della Croce Rossa), è un reato di guerra.
4 - incoraggiare pubblicamente il genocidio (vedere la Carta di Hamas o sentire le prediche nelle moschee ben controllate da Hamas ed accoliti), è un crimine di guerra.
5 – Reclutare e formare i bambini per la guerra, oppure utilizzarli come scudi umani. è un crimine di guerra.
6 – I sistematici attacchi contro i civili operati da più di 8 anni, con un lancio indiscriminato e a “casaccio” di missili Kassam, è un crimine contro l'umanità.
Denunce simili, a parte quella coraggiosa di Lorenzo Cremonesi sul Corriere della Sera (indovinate quando?…. mercoledì 21 gennaio) non ne ho trovate nel panorama giornalistico italiano.
Eppure ce ne sarebbe a sufficienza per apprestare una bella Norimberga contro Hamas.
Ma forse, chiediamo troppo a gente che ha fretta di dimenticare il passato.
Maurizio De Santis
Tratto dal sito www.giustiziagiusta.info
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