Con un ritardo di una quarantina di giorni, i vertici veltroniani del Pd si sono resi conto che è meglio smettere di guardare il proprio ombelico. Accortisi finalmente che tutti gli italiani, ma proprio tutti, erano preoccupati per la crisi mondiale in atto, hanno cercato di mettersi al corrente. Hanno avuto però la brutta soprpresa di constatare che il governo Berlusconi aveva visto bene negli ultimi mesi -sopratttutto con l'anticipazione della Finanziaria da loro avversata- e che i provvedimenti presi in queste ore sono assolutamente corretti. L'ha ammesso onestamente Linda Lanzillotta e anche l'ha dovuto ammetere Bersani, che ha comunque trovato modo di criticare l'assenza di provvedimenti sull'economia reale (finanziamenti alle imprese e agli artigiani). Critica infondata, perché questi si potranno prendere solo quando si comprenderà nel vivo della crisi quali conseguenze avrà avuto la tempesta sulle banche italiane, quante dovranno essere salvate e quante no e solo allora si potrà sapere quanti aiuti alle imprese dovrà mettere in campo il governo e soprattutto quante saranno le risorse economiche disponibili.
Detto questo, verificato che Berlusconi in questo momento sta effettivamente facendo quel che va fatto per salvare l'Italia, Veltroni & C. continuano a organizzare una manifestazione per ''salvare l'Italia'' da Berlusconi.
Una roba da matti, come notano molti commentatori dei principali quotidiani, che farà sì che la manifestazione parta demotivata, sottotono, con obbiettivi sbagliati. Magari nel momento in cui il Pd stesso sarà obbligato a votare provvedimenti presi del governo contro cui urla.
Il solito pasticcio veltroniano.
La fine ingloriosa del ''ma anche''.
Tratto dal sito www.carlopanella.it
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