Avrebbero potuto gridare dai microfoni della manifestazione di essere in cinque milioni, ma anche otto o dieci, qualunque cifra purché sotto il miliardo. Perché il Pd i numeri li aveva dati fin dall’inizio. La campagna in vista del 25 ottobre era partita con la pubblicità-patacca di una piazza colma di folla, peccato che fosse una foto scippata, quella dell’Angelus di una domenica a San Pietro. Viste le premesse, non poteva che finire così, con un’altra “patacca”, quella della cifra-monstre di due milioni e mezzo di partecipanti.
E dire che il Pd può vantare, tra i suoi fans, scienziati e professionisti di tutto rispetto, dal matematico Odifreddi all’architetto Fuksas. Gente in grado di calcolare e suggerire i numeri giusti, laici, duri e puri che credono nella legge dell’impenetrabilità dei corpi e un po’ meno nella moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Gente che può confermare che il Circo Massimo, cifre alla mano, non può contenere più di 250/300mila persone. È un calcolo molto semplice e che non si presta a equivoci: in un metro quadro possono stare (gomito a gomito e purché non si agitino più di tanto) quattro persone; il Circo Massimo ha un’estensione di 72mila metri quadrati che, moltiplicati per quattro, portano alla cifra di 288mila. A dir tanto.
Altra gente, tanta gente stava nelle strade vicine? Diciamo 50mila o 100mila? Siamo comunque stratosfericamente lontani dai due milioni e mezzo delle parole e dei sogni degli organizzatori.
Ma diciamo che sì, che quel numero è giusto. E allora non ci resta che certificare, calcoli alla mano che:
1. Su ogni metro quadrato del Circo Massimo si accalcavano 34,25 persone (abbracciate, impilate, sovrapposte, l’ultimo era a quindici metri da terra), un dato che conferma la giustezza da parte del Pd della scelta di un’area circense;
2. Dando per buoni centomila e più venuti da fuori, alla manifestazione ha partecipato i due terzi della popolazione della Capitale, inclusi neonati, infermi ed elettori del Popolo della Libertà, pronti a sbracciarsi per il Pd dopo aver sancito la vittoria di Alemanno alle recenti comunali.
La sinistra delle frottole, appunto.
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