venerdì 10 ottobre 2008

«Famiglia Cristiana» torna alla carica

Pensavamo che certe sparate agostane fossero solo la conseguenza della calura estiva, e che, cambiato il clima e giunto infine l'autunno, di esse non sarebbe rimasta traccia. Invece no.

Famiglia Cristiana, il settimanale dei paolini che due mesi or sono sfornò una serie di editoriali di fuoco contro il governo Berlusconi, culminati nell'accusa di «fascismo» all'esecutivo targato Pdl-Lega, torna alla carica. E lo fa, ancora una volta, con il suo notista politico, Beppe Del Colle, che in un articolo pubblicato sul nuovo numero della rivista afferma che i timori estivi di Famiglia Cristiana erano più che fondati e che le ultime mosse del governo confermano in pieno l'analisi di allora. Secondo Del Colle, oggi starebbe venendo a galla in tutti i suoi contorni il disegno berlusconiano volto a svuotare, sino ad annullarla, l'opera del parlamento, concentrando tutti i poteri nelle mani dell'esecutivo.

Del Colle si rifà alla polemica che ha tenuto banco la scorsa settimana, scaturita dalle dichiarazioni di Berlusconi in merito al ricorso alla decretazione d'urgenza come strumento che garantisce al governo la possibilità di rendere immediatamente operativi provvedimenti riguardanti situazioni d'emergenza. Sulla vicenda sono intervenuti, come noto, dapprima il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e poi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in una lettera inviata martedì al quotidiano torinese La Stampa ha affermato che sul tema dei decreti legge continuerà a «esercitare con rigore e trasparenza le prerogative attribuitemi dalla Costituzione».

Tra l'altro, le dichiarazioni del presidente del Consiglio hanno fornito agli schieramenti politici l'occasione per tornare a parlare della riforma dei regolamenti di Camera e Senato (il presidente Fini lo ha fatto in un intervento pubblicato su La Stampa ieri) al fine di renderne più snello il funzionamento. La necessità di addivenire ad una tale modifica - giova ricordarlo - è stata espressa in numerose occasioni dagli stessi partiti del centrosinistra, i quali, nella passata legislatura, avevano depositato una bozza di riforma poi non andata in porto a causa della prematura caduta del governo Prodi. Siamo di fronte, dunque, ad una esigenza bipartisan, che è augurabile possa trovare al più presto uno sbocco concreto. Come bipartisan, del resto, è la volontà di assegnare al presidente del Consiglio maggiori poteri, sia operativi che istituzionali - basta leggere i programmi elettorali del Pdl e del Pd per averne contezza.

Stando così le cose, stupisce che Famiglia Cristiana, su temi che potrebbero essere affrontati ragionevolmente e senza continui allarmi di lesa democrazia, organizzi una crociata all'insegna del più trito antiberlusconismo, mostrando un accanimento nei confronti del Cavaliere degno di miglior causa, soprattutto da parte di un settimanale cattolico. Che quella dei paolini sia una guerra preconcetta contra personam lo dimostra il fatto che non esistono, negli archivi di Famiglia Cristiana, editoriali in difesa della democrazia ai tempi di Romano Prodi: eppure anche il Professore faceva tranquillamente ricorso ai decreti legge ed il centrosinistra, come detto, aveva intenzione di modificare i regolamenti parlamentari nella stessa direzione nella quale, oggi, si incammina in centrodestra.

Tale è la foga nel voler a tutti i costi avvicinare Berlusconi al fascismo che Del Colle arriva persino a parlare di minaccia alla «democrazia parlamentare» insita nel «decisionismo» del presidente del Consiglio, confondendo dunque, come se niente fosse, forma di Stato (Repubblica democratica) e forma di governo (Repubblica parlamentare). Come il notista politica di Famiglia Cristiana saprà, la forma di governo può benissimo essere modificata senza che, per ciò stesso, muti anche la forma di Stato. Nel ragionamento di Del Colle, invece, sembra che la democrazia esista solo laddove esiste anche il parlamentarismo: ne dovremmo dedurre, ad esempio, che Francia e Stati Uniti non sono autentiche democrazie. Non c'è bisogno di aggiungere altro. Quando il preconcetto ha la meglio sulla ragione e l'ideologia sulla realtà, spesso si finisce per rasentare il ridicolo.

Gianteo Bordeo
Tratto dal sito www.ragionpolitica.it

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