Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ritiene che la condizione di Alitalia sia ormai "difficilissima" e che il ritiro dell'offerta da parte di Cai sia "una brutta notizia per tutto il Paese perchè avevamo bisogno e avremmo ancora bisogno di una compagnia di bandiera che faccia l'interesse del Paese. Evidentemente una delle condizioni fondamentali che erano state poste, cioè un sì compatto dei sindacati, non è stata ottemperata".
Per il futuro, secondo il presidente lombardo, "è difficile esercitare la fantasia. Questo era un tentativo che aveva il sapore dell'ultimo possibile. Gli imprenditori che si erano assunti l'onere della proposta lo avevano detto chiaramente. Non credo che ci possa essere spazio per ulteriori speranze. Temo che siamo di fronte a uno scenario drammatico per il Paese".
"L'interesse fondamentale - ha continuato Formigoni - era che ci fosse una compagnia con il tricolore nella propria politica e nella propria testa oltre che nella livrea. Gli aeroporti lombardi, che sono stati abbandonati da Alitalia sei mesi fa, sono certamente quelli più capaci di reattività. Abbiamo già raccolto l'interesse di compagnie straniere e faremo di tutto per continuare a far crescere Malpensa e Linate".
"Per gli scali milanesi - ha concluso il presidente lombardo riferendosi alle dichiarazioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno - è arrivato il momento di lasciare fare al mercato che si è già concentrato al Nord. Non a caso la Nuova Alitalia aveva preparato dei piani che facevano leva anzitutto sulla domanda di volo molto alta nella nostra regione".
Apcom
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