Hamas minaccia ora “una nuova Intifada interpalestinese” e continua gli arresti di militanti di al Fatah a Gaza mentre i suoi militanti sono arrestati da al Fatah in Cisgiordania. Tanto che Human Rights Watch, sospende le consuete denunce contro l’esercito israeliano e apre uno spiraglio di verità sui metodi barbari che i palestinesi infliggono a palestinesi. Hamas è accusata di avere effettuato a Gaza “arresti arbitrari di avversari politici, torture di detenuti, di avere soffocato la libertà di espressione e di raduno e avere violato diritti processuali di attivisti di al Fatah”. Identici crimini vengono denunciati in Cisgiordania ad opera del governo di al Fatah a danno dei militanti di Hamas. Non è una novità, è dal 1936 che stragi e omicidi mirati di palestinesi ad opera di palestinesi, si susseguono (1.600 nel triennio 1936-1939). La novità è che finalmente anche le anime belle si rendono conto che la società palestinese si concede un tasso intollerabile di violenza e abusi. Purtroppo questi umanitari non fanno il passo successivo e non comprendono che non è una reazione all’occupazione israeliana, ma espressione dello jihadismo, della cultura del “proselitismo attraverso la spada”, di tanta parte dell’Islam.
Carlo Panella
Tratto dal quotidiano Il Foglio del 01.08.08
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