lunedì 18 agosto 2008

L'IdV e la politica dell'insulto

Il sig. Castaldo nella sua lettera del 11.08.08 alla Voce di Mantova dissente con quanto ho scritto e lo ringrazio perché mi concede l’opportunità di approfondire meglio alcune mie considerazioni.
Quando affermo che l’IdV confonde la legalità con la moralità sostengo molto semplicemente che la legge è un mero strumento per permettere una corretta convivenza civile, mentre la moralità è valore iscritto nel cuore dell’uomo, cui questi liberamente aderisce. Quando manca questa adesione allora nulla diventa importante e degno di essere vissuto se non in funzione del proprio successo personale. Qualunque esso sia. E’ la classica situazione in cui il potere fine a se stesso diviene il metro di giudizio del tutto. E così in suo nome si dichiara una legge “immorale”, tacciando indirettamente di immoralità il Capo dello Stato che l’ha firmata, si denigra l’avversario politico definendolo “magnaccia” o, come ha fatto il sig. Castaldo, si insultano coloro che hanno una idea diversa dalla propria bollandoli come persone “in linea con servilismo dilagante nelle loro fila”.
Tanto per intenderci, io non condivido quanto il sig. Castaldo sostiene, ma mi guardo bene dall’insultarlo. La lettera dell’esponente dell’IdV è estremamente chiara ed illuminante in questo senso: per noi prima di tutto viene la persona, per il movimento che si ispira a Grillo-Travaglio-Girotondi, invece, viene prima il consenso politico. Costi quel che costi. Ognuno può fare liberamente la sua scelta, ma almeno si abbia il coraggio di sostenerla con argomenti e non con insulti. Magari non troveremo un accordo, ma il confronto sarà servito a tutti. Sempre che interessi.

Mauro Vinci

Nessun commento: