venerdì 18 luglio 2008

Scuole private? Paga lo Stato

Chi si occupa di scuola dovrebbe dare un'occhiata alla Svezia. Proprio nel regno della socialdemocrazia, del welfare vecchio stile e delle tasse (però anche gli svedesi negli ultimi anni hanno assunto idee più moderne), è in vigore da quasi quindici anni una riforma della scuola che farebbe inorridre gli statalisti tricolori. In pratica, chiunque rispetti una lista di requisti può aprire una scuola e ricevere dallo Stato attraverso la municipalità (avete letto bene: ricevere) una somma pari al costo annuo di ogni alunno iscritto e frequentante: tra 5.300 a 8.000 euro, a seconda dell'età e della zona di residenza. Oggi circa il 10% degli studenti svedesi frequenta scuole private, che possono essere anche a carattere religioso. Lo Stato non si intromette, purché vengano assolti i criteri standard. Il sistema è ben visto dall'Economist, che ne esalta sia gli aspetti liberali sia quelli imprenditoriali: un'"azienda scolastica" ha aperto 30 istituti con 700 dipendenti e 10.000 alunni, e riesce anche a fare profitti.

Tratto dal mensile Tracce di luglio/agosto 2008

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