martedì 22 luglio 2008

Scandaloso silenzio sulla vittoria di Berlusconi a Napoli

Ha quasi dell'incredibile l'atteggiamento della quasi totalità della stampa nazionale a fronte della clamorosa capacità dimostrata da Berlusconi di risolvere in 58 giorni il problema dei rifiuti a Napoli.

Notizia in prima per un giorno, poi basta. Pure, quei rifiuti erano il frutto di 14 anni di amministrazioni di sinistra. Pure, Prodi non ce l'aveva fatta. Pure, l'impresa pareva a tutti impossibile.

Ma Berlusconi ce l'ha fatta, ha fatto l'impossibile. Il grave, il drammatico è che era indspensabile non certo che tutta la stampa nazionale rendesse omaggio al vincitore -figurarsi!- ma che scatenasse le sue firme migliori per capire, scavare, analizzare il modo in cui una spaventosa emergenza sociale dalle dimensioni ciclopiche è stata domata in un batter d'occhio. Su questo, silenzio. Silenzio anche dal mondo intelettuale, dai professoroni, dai politologi che ogni giorno pure ci spiegano da questi giornali come radrizzare l'Italia e il mondo.

La spiegazione di questi colpevoli e vili silenzi è semplice: Berlusconi ha domato i rifiuti a Napoli eliminando ogni influenza della magistratura -con la Superprocura- e obbligando così i magistrati -che avevano contribuito al debordare dei rifiuti- a essere subordinati alle scelte politiche; poi Berlusconi ha costretto i sindaci, dichiarando le discariche ''di interesse strategico nazionale'' a smettere con le loro manfrine localistiche e a sedersi a serii tavoli delle trattative (il bello del miracolo è che è stato pienamente partecipato) e infine Berlusconi ha fato capire con le cattive alla Camorra che non doveva azzardarsi a muoversi più, perché l'avrebbe stesa.

Decisionismo, dunque, ma ben mirato, proprio contro quei protagonisti della società meridionale che avevano creato l'esplosione dello scandalo.

Nessuno ne parla, dunque, ed è l'ennesima occasione persa dalla stampa e dall'intellighentjia italiane per dare un segno di intelligenza e vitalità.

Si meritano solo Bassolino, loro vero modello di vita.

Tratto dal sito www.carlopanella.it

Nessun commento: