lunedì 21 luglio 2008
L'intervento del Papa a Sidney
C’è un discorso questa settimana che vale più di tutti i discorsi politici pronunciati nelle Camere ed è quello che l’Avvenire definisce: “Lo sbarco del Papa nel cuore dei giovani”. L’arrivo di Benedetto XVI nel mondo nuovo, nel mondo giovane e dei giovani dell’Australia ha un significato profondo: i ragazzi vengono considerati nella loro personalità individuale e non vengono visti semplicemente come una massa indistinta di potenziali consumatori in un mercato dove già lo scegliere in sé stesso, il potere di scelta, diventa il bene; dove la novità viene contrabbandata sempre e comunque come bellezza; dove l’esperienza soggettiva soppianta la verità oggettiva, portandosi dietro i rischi del relativismo, la malattia del secolo appena passato. L’analisi del sommo Pontefice vale anche e soprattutto nella politica perché la visione secolare della vita - una visione che non porta a Dio come punto di riferimento - in realtà si presenta solo apparentemente come neutrale, imparziale, rispettosa di tutti. E invece essa manca di quell’amore, di quell’unità di intenti, di quell’umiltà nell’agire, di quella libertà che sole possono portare ad una concezione più interiore, più individuale e quindi più responsabile della vita, della società, della politica stessa. Il messaggio di Papa Benedetto XVI sotto questo aspetto è molto chiaro: “Dio non è irrilevante nella vita pubblica”. È un messaggio che induce a riflettere anche sugli scandali degli ultimi tempi, sul livello sempre più acceso del dibattito, sul rischio continuo che gli avversari preferiscano vedersi come nemici e soprattutto che prosegua la demonizzazione di chi la pensa in maniera diversa dall’altro. Le parole del Papa arrivano anche a definire, a tracciare la rotta di un preciso impegno. Quando ai giovani dice: “la vita non è governata dalla sorte e non è causale, la vostra personale esistenza è stata voluta da Dio”, il Papa mette l’accento sul rischio che si presenta in questi tempi di crisi economica e finanziaria, di rialzi indiscriminati delle materie prime e del petrolio, sul rischio che si diffonda una generale avidità e di uno sfruttamento egoistico di questa situazione da parte di individui spregiudicati o di governi senza principio. Ecco perché il monito del Papa, anche se rivolto ai giovani, si indirizza al futuro di tutti e quindi all’agire nella vita politica. E proprio su questo tema sarebbe interessante aprire un dibattito: come sbloccare il meccanismo egoistico che impedisce alla politica di decollare e, nella maggior parte dei casi, di entrare in contatto con gli elettori e con i bisogni reali della gente?
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