No, non vi scuso, cari cattolici di “Famiglia cristiana”. Perché la sciatteria intellettuale non merita le scuse. E, poi, se a voi sta bene questo giudizio sulla politica italiana, che ve ne fate delle scuse?
E di chi, poi? Di che parliamo? In realtà, è ben chiaro di cosa stiamo parlando. Per l’ennesima volta. Il tema è il clericalismo degli intellettuali sedicenti “cattolici”. Pardon, degli intellettuali e dei politicanti pseudo cattolici. Perché, a ben guardare, cosa manca, oggi, ad un cattolico per essere davvero tale? Niente. Come ieri: niente.
E’ indice di sudditanza culturale e ideologica continuare con questo cahier de doleance, infinito, interminabile: dov’è finita la “differenza cristiana”, dove sono i cattolici in politica, perché la Chiesa non è ascoltata dalla politica, etc. Fuffa. Aria fritta. Menzogne ideologiche. La realtà è un’altra e la Chiesa non deve essere chiamata in causa, perché è evidente che un conto è Tettamanzi, un altro è Maggiolini o Biffi, allora accettiamo questa pluralità di voci e smettiamola con questa chiamata alle armi contro la “cattiva” politica.
Se i cattolici non riescono più a fare politica insieme, cosa che Ruini non ha affatto stigmatizzato, anzi, e neanche Benedetto XVI, a quanto ne sappiamo almeno, che colpa ne hanno i cosiddetti laici o agnostici che dir si voglia? Non solo. Se le battaglie su Eluana - che io ritengo, almeno in parte non più che sassi nello stagno, ma non dotate di carica politica, perché, alla fine, il Parlamento si dovrà pronunciare e non si potrà andare avanti sempre con questa tiritera stucchevole e anche un po’ ideologica – vengono portate avanti da laici battaglieri come Ferrara e, insieme, da cardinali e cattolici con i gradi da maggiore o da generale, diciamo così, bene, che cosa possiamo farci?
Dobbiamo preoccuparci di questa non meglio definita “assenza” dei cattolici in politica, oppure continuare a considerali martiri della causa, aspetti sbagliati e contrapposti (unica la logica demenziale immanente, però)? Dobbiamo stracciarci le vesti, fare penitenza, che dobbiamo fare?
Non è Dio a dover andare in panchina perché Dio non chiede il permesso a nessuno per esistere e per porsi nella storia, né agli atei, né ai super-cattolici. E’ piuttosto l’ideologia clericale a dover lasciare la storia, a togliersi dalle scatole una volta per tutte. L’ideologia dei cattolici amanti della fantomatica “differenza cristiana”, che vuol dire vado in Chiesa e voto Pd (appunto: sei proprio “differente”, anzi “diverso”…soprattutto dalla tradizione e dal magistero, absit iniuria verbis…), dei cattolici “adulti”, dei cattolici dell’“evangelizzazione e promozione umana”, del pacifismo gnostico, delle veglie di preghiera a fianco dei banditi antagonisti del G8 di Genova, insomma degli illiberali sedicenti cattolici. Che non accettano di buon grado il principio cardine della società liberaldemocratica, anche detta aperta: competition is competition. Chi ha più filo tesserà. Punto. Non chi dà più filo da torcere ai Vescovi non simpatizzanti. Si tratta di un altro filo. Se non si è perso il filo. Ovviamente.
Raffaele Iannuzzi
Tratto dal sito www.loccidentale.it
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