venerdì 4 gennaio 2008

La sussidiarietà come programma politico

La nascita del Popolo della Libertà è ormai alle porte. Per questo abbiamo organizzato un convegno che vuole andare al cuore della politica.

Uno dei nostri obiettivi è quello di fare in modo che la sussidiarietà diventi la base su cui il Popolo della Libertà costruisca la propria carta dei valori e, quindi, il suo programma.

Ecco perché abbiamo ritenuto di organizzare questo convegno che, ne siamo certi, può rappresentare il primo passo in questa direzione.

Momento centrale dell'evento sarà la presentazione del volume

Che cosa è la sussidiarietà
Un altro nome della libertà
a cura di Giorgio Vittadini

Mantova - 12 gennaio 2008 ore 10.30
Sala "Oltrepo mantovano" - Ma.Mu.
Largo Pradella, 1/B

Saluti introduttivi
Enzo Lucchini, Vice Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia

Relazione
Luca Antonini, Vice Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Ordinario di Diritto Costituzionale all'Università degli Studi di Padova

Interventi
Mario Sala, Consigliere Regionale della Lombardia

Coordina
Mauro Vinci, Consigliere Comunale di Mantova

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sussidiarietà e statalismo, ovvero politica e antipolitica. La tesi dell'associazione Rete Italia, presentata ieri mattina al Mamu insieme con il libro 'Che cosa è la sussidiarietà. Un altro nome della libertà' (a cura di Giorgio Vittadini, edito da Guerini e Associati, 15 euro), è estremamente semplice: ciascun cittadino deve poter vivere e scegliere in democrazia, in assoluta libertà.
E il principio di sussidiarietà, nella sua concezione che ha attraversato il tempo, da Plotino a de Toqueville, garantisce l'autonomia e la crescita. A passare dalla filosofia alla pratica ci pensa Enzo Lucchini, vicepresidennte del consiglio regionale lombardo. Snocciola esempi dalla Finanziaria 2007, applicati anche nell'ultima manovra varata dal governo Prodi.
"Il 5 per mille - dichiara - era stato introdotto da Tremonti con 480 milioni di euro di finanziamento. L'anno scorsdo è stato prima dimenticato, poi reintrodotto, ma con una dote ridotta a 250 milioni, facendo arrabbiare tutto il mondo del no-profit. Altro esempio di mancanza di sussidiarietà e di centralismo è il ticket di 10 euro imposto da Roma, che peraltro la Lombardia ha abolito per i propri cittadini. O ancora l'istituzione dell'Agenzia centrale per l'autonomia scolastica, una vera contraddizione in termini".
All'incontro, moderato dal consigliere comunale di Forza Italia Mauro Vinci, sono intervenuti anche il consigliere regionale Mario Sala e Luca Antonini, ordinario di diritto costituzionale a Padova e vicepresidente della Fondazione per la Ssssidiarietà.
"La cosiddetta antisussidiarietà - spiega Antonini - è costata ai cittadini 250euro a testa, per un valore di 12 miliardi di euro, e tutto questo perché le Regioni con i conti a posto devono ripianare i debiti delle altre". Una avvertenza da Sala: "Non confondete Rete Italia con l'antipolitica. Anzi, tutt'altro".